Libri & Co
In questa sezione vorrei proporvi le mie letture. Una delle cose che più mi
manca da quando ho finito la scuola è poter parlare di libri con altre
persone: allora eravamo costretti a leggere libri che altrimenti non avremmo
sfiorato neanche per spolverarli, ma almeno i professori ci obbligavano a fare
delle letture cosidette "impegnate" e a discuterne poi in classe. Ora tutto
questo non esiste più. Se dici ad un essere senziente sopra i venticinque anni
che leggi i libri di Harry Potter ti guarda come se fossi un povero nerd da
compatire, o se tenti di introdurre un dibattito sulle immortali pagine di
Jane Austen la metà della gente di guarda storto e pensa:: "Che?", così tu,
piena di spirito di divulgazione, osi: "Orgoglio e Pregiudizio?" e allora, loro
sollevati dal fatto che tu non abbia una malattia rara, ti risponderanno "Ho
visto il film", ma tu volevi parlare del libro, non del film, né tanto meno
dell'attrice che lo interpretava.
L'altro motivo è che si capisce moltissimo del carattere, dell'istruzione,
e delle passioni di una persona sfogliando la sua libreria personale (dicasi
anche per i film e la musica), perciò vi segnalerò perlomeno le ultime letture
da me fatte, diciamo gli ultimi sei mesi (temo che più in là la mia memoria
faccia acqua). Non tenterò commenti o recensioni ( chi sono io? Umberto Eco?)
ma lascerò che gli autori parlino da soli (chi meglio di loro?) ed incantino
voi come hanno incantato me! Si tratta degli incipit (se un libro fa per te lo
capisci dalla prima pagina!) di alcuni romanzi, molto diversi per genere,
nazionalità ed epoca di stesura.
*Haruka, padrona dell'okaya in versione letteraria*
Rigorosamente in ordine sparso:
- A sangue freddo, Truman Capote, Usa, 1965
" Il villaggio di Holcomb si trova sulle alte pianure di grano del Kansas
occidentale, una zona desolata che nel resto dello stato viene definita
«laggiù» [...] Fino ad una mattina di metà novembre nel 1959, pochi
americani, anzi, pochi kansasiani avevano mai sentito parlare di Holcomb.
come le acque del fiume, come gli automobilisti sull'autostrada e come i
treni gialli che serpeggiano lungo le rotaie della Santa Fe, il dramma,
sotto forma di avvenimento eccezionale, non si era mai fermato laggiù. [...]
Ma poi, nelle prime ore di quella mattina di novembre, una domenica, certi
rumori estranei penetrarono nei normali suoni notturni di Holcomb: il
lugubre isterismo dei coyotes, il fruscio secco degli amaranti in fuga, il
fischio delle locomotive che si allontanavano veloci. al momento neppure
un'anima di Holcomb, villaggio immerso nel sonno, li udì: quattro colpi di
fucile che, a conti fatti, posero fine a sei vite umane. [...] "
(tratto dal capitolo 1 della sezione 1- traduzione MariaPaola Ricci Dèttore,
per Garzanti editore, 1969)
- Il mio nome è rosso, Orhan Pamuk, Turchia, 1998
" Adesso io sono un morto, un cadavere in fondo ad un pozzo. Ho esalato
l'ultimo respiro ormai da tempo, il mio cuore si è fermato, ma, a parte quel
vigliacco del mio assassino, nessuno sa cosa mi sia successo. Lui, il
disgraziato schifoso, per essere sicuro di avermi ucciso ha ascoltato il mio
respiro, ha tastato il mio polso, mi ha dato un calcio nel fianco, mi ha
portato al pozzo e mi ha preso in braccio per buttarmici dentro. La testa me
l'aveva già spaccata a colpi di pietra, e cadendo nel pozzo è andata in
pezzi, la mia faccia, la fronte e le guance, è rimasta schiacciata, è
scomparsa, le ossa si sono spezzate, la bocca si è riempita di sangue. Sono
quattro giorni che manco da casa. Mia moglie e i miei figli mi staranno
cercando. Mia figlia, sfinita dal pianto, probabilmente starà guardando il
cancello del giardino; tutti mi staranno aspettando con lo sguardo fisso
sulla porta. [...] "
(tratto dal capitolo 1- traduzione Marta Bertolini e Şemsa Gezgin, Einaudi
editore, 2001)
- La storia dei 47 Ronin, G. Soulié de Morant, Francia/Giappone
" Sotto la neve, l'eterna viridità degli abeti della montagna umilia
col proprio vigore la decadenza degli alberi spogliati dall'inverno. Così le
qualità più forti dell'uomo emergono splendenti tra le rovine che lascia
l'avversità. Le ammirevoli virtù del clan di En-ya sarebbero passate
inosservate senza le sventure con cui il destino colpì il nostro daimyo.
Ma, come alla prima raffica della tempesta che arriva dal Sud nessuno sa
ancora se il fogliame della quercia non uguaglierà per sempre gli scuri aghi
dei pini, così quando il nostro signore fu morto e il nostro clan disperso,
nessuno avrebbe saputo dire quali tra noi sarebbero stati gli eroi e quali i
vili. [...] "
(tratto dal capitolo 1- traduzione Giovanni Caviglione, Luni editrice, 2005)
- A ovest di Roma, John Fante, Usa, edito postumo
" La nostra casa era su un acro di terra a cento metri dalla scogliera e
dal fragoroso oceano sottostante. Era un rancho a forma di ipsilon
circondato da un muro di cemento che racchiudeva completamente il terreno.
Lungo il muro crescevano centocinquanta alti pini, era quasi come vivere in
una foresta, e tutto l'insieme sembrava proprio quello che non era: la
residenza di uno scrittore di successo. Ma era stato tutto pagato, fino
all'ultimo rubinetto, e io avevo un fortissimo desiderio di mollarlo e di
andarmene dal paese. Sul mio cadavere, mi sfidava sempre Harriet, e mi
divertivo spesso con tristi fantasticherie di lei stesa in una pozza di
sangue sul pavimento di cucina mentre io scavavo una fossa nel recinto del
bestiame, poi prendevo il volo Alitalia per Roma con settantamila dollari
nella tasca dei jeans per cominciare una nuova vita a piazza Navona, con una
brunetta, per cambiare. Ma era buona, la mia Harriet, aveva resistito
venticinque anni accanto a me e mi aveva dato tre figli e una figlia, ognuno
dei quali, o tutti e quattro, avrei senza rimpianti scambiato per una nuova
Porsche, o anche per una MG GT '70. [...] "
(tratto dal capitolo 1 del racconto breve "Il mio stupido cane" -
traduzione Alessandra Osti, Fazi editore, 2002)
- Lezioni spirituali per giovani samurai , Yukio Mishima,
Giappone, edito postumo
" Un giorno parlavo di spade giapponesi con una nobildonna inglese. la
signora mi domandò: «Come si combatte con quest'arma?». Allora snudai la mia
spada di fronte a lei e le mostrai un fendente obliquo. la signora impallidì
e fu sul punto di svenire. compresi allora che quanto impressiona gli
occidentali non è la nostra letteratura, ma le nostre spade. per noi
giapponesi il samurai è l'immagine di un antenato. per gli occidentali è la
figura di un nobile selvaggio. dobbiamo sentirci fieri di essere dei
selvaggi.[...] "
(tratto dal capitolo I CORAGGIOSI, traduzione Lydia Origlia, Feltrinelli
editore, 1998)
- L'eleganza del riccio, Muriel Barbery,
Francia, 2006
"Apro la busta e leggo questo breve messaggio [...]
Madame Michel,
potrebbe, ricevere i pacchi della tintoria
questo pomeriggio?
[...]
Non mi aspettavo una simile ipocrisia nell'incipit. Mi lascio cadere sulla
sedia più vicina per lo shock. Mi chiedo, tra l'altro, se non sono un po'
pazza. Quando capita a voi, vi fa lo stesso effetto?
Guardate:
Il gatto dorme.
La lettura di questa frase insignificante non ha risvegliato in voi nessun
sentimento di dolore, nessun barlume di sofferenza? E' legittimo.
Ora:
Il gatto, dorme.
Ripeto affinché non sussistano ambiguità:
Il gatto, dorme.
Potrebbe, ricevere.
Da una parte abbiamo un uso prodigioso della virgola che, prendendosi delle
libertà con la lingua, che di solito non l'ammette prima di una congiunzione
coordinativa, ne esalta la forma:
Mi hanno rimproverato non poco, e per la guerra, e per la pace...
E dall'altra parte abbiamo le sbrodolature su carta velina di Sabine
Pallières che trafigge la frase con una virgola divenuta pugnale.
Potrebbe, ricevere i pacchi della tintoria? [...]
(tratto dalla II parte, capitolo XV "Dovere dei ricchi"- traduzione
Cinzia Poli, Edizioni e/o, 2008)
- Donna Flor e i suoi due mariti, Jorge
Amado, Brasile, 1966
"E qui finisce la storia di donna Flor e dei suoi due mariti, narrata in
tutti i suoi particolari e in tutto il mistero, chiara e oscura come la vita
stessa. Tutto è accaduto come è stato narrato, chi non ci vuol credere non
ci creda. É accaduto a Bahia, dove tali cose magiche avvengono senza causare
meraviglia."
( tratto dalla V parte, capitolo 29 - traduzione Elena Grecchi, Edizioni
Garzanti, 2003)

Ora vorrei sentire la vostra opinione su quanto vi ho proposto e magari
riceve suggerimenti per le mie letture future. Andando a lavoro in treno sono
sempre alla ricerca di un buon libro che mi faccia compagnia!
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