
A Yuuko Ichihara piace bere, vestire in modo stravagante e fare impazzire
il povero Watanuki con richieste assurde.
A Yuuko Ichihara, invece, non piacciono le ragazze più belle e più giovani di
lei, i falsi medium e quel mago occhialuto e bizzarro con cui ha creato i due
piccoli Mokona Domeki.
A Clow Reed piace leggere libri di magia, girovagare tra i mondi e
sperimentare incantesimi e sortilegi sempre nuovi.
A Clow Reed, invece, non piace quando Yue gli mette il broncio, anche se è
così che lo ha creato, non gli piacciono le persone che vogliono usare la
magia per i loro scopi personali e non gli piace che le persone debbano
soffrire per decisioni che lui ha preso tanto tempo prima, durante la sua
ricerca del Sapere.
A Yuuko, Clow Reed non piace per due motivi: primo, perché c’è la remota
possibilità che sia un mago più potente di lei; secondo, perché, c’è la ancora
più remota possibilità che lei sia attratta da lui quel tanto da farla
strillare ai quattro venti che “no, a lei, Yuuko, la Strega delle Dimensioni,
la maga più potente di questo Mondo, Clow Reed, ciarlatano bizzarro ed
occhialuto, proprio non piace”…
Invece a Clow, Yuuko Ichihara piace per due motivi: innanzitutto pensa che sia
una maga potente e scrupolosa nel suo lavoro, certo non quanto lui, ma lui è
Clow…; due e poi, Yuuko non sa perdere e non fa altro che sfidarlo in ogni
cosa, per capire chi è il migliore (per adesso ha vinto sempre lui, sia a
mah-jong che in tutto il resto, ma questo Yuuko non lo ammetterebbe mai), e
quando può non disdegna il bizzarro stregone con gli occhiali di alzare il
gomito con quella civettuola.
Il loro primo incontro ha dell’eccezionale, com’è ovvio, essendo loro due
persone eccezionali, e dell’inevitabile, com’è ovvio, poiché nei Mondi non
esistono coincidenze, ma solo l’inevitabile.
Il ricordo di quel primo incontro piace a Clow, molto meno a Yuuko, la quale
non può fare a meno di brontolare che quella notte avrebbe dovuto restare a
casa a bere una birra ghiacciata, invece di camminare con il naso all’insù
all’inseguimento di quel dannato tappeto, ma si lamenta solo per il gusto di
lamentarsi e vedere Clow alzare le spalle e ricordarle, come un maestro alla
sua giovane allieva, che era inevitabile!
La cosa andò come segue…
Una notte afosa di qualche estate fa (a Yuuko non piace dire esattamente
quante, perché questo aiuterebbe a capire quanti anni abbia davvero) la strega
si dannava per il caldo sulla veranda della sua casa e Maru e Moru non
sapevano che altro fare per alleviare le sue pene. Ad un tratto si alzò una
brezza leggera e frizzante, come quella che spira dal mare nelle prime ore del
giorno: era un vento gentile e rivitalizzante, ma decisamente poco adatto alle
afose notti in città. Yuuko si tirò a sedere sulla grande poltrona di vimini,
dove era stata abbandonata per ore, e aguzzò i sensi finché non lo vide: era
uno spiritello paffuto e
cuccioloso, tutto ricci e sorrisi che gonfiava le
sue guanciotte incolori e soffiava su di lei e sulle
bambine. C’era l’aurea
di una magia potente dietro quella piccola apparizione, una magia antica e
complessa, qualcosa che Yuuko non conosceva ancora. Lo spirito si poggiò sul
palmo aperto della donna: era senza peso, fatto della stessa sostanza delle
nuvole, sapeva di grano, erba falciata, pane appena sfornato, di profumo
costoso e di cibo cinese. Si portava dietro tutti gli odori che in quella
notte afosa aveva raccolto girovagando qua e là. Yuuko sorrise e chiuse il
palmo, la creatura si trasformò in una carta simile a quelle dei tarocchi e
volteggiò fino a toccare terra. Fu allora che apparve il tappeto!
All’inizio era solo un’ombra nel cielo plumbeo, poi le sembrò un grosso
uccello ma, man mano che la “cosa” si avvicinava, Yuuko formulava ipotesi
sempre più articolate: alla fine, fu solo un tappeto con un uomo seduto sopra.
Eppure, per scoprire la verità, la strega dovette infilarsi un paio di
pantaloni al volo, prendere le prime scarpe sul
genkan e correre con il naso
all’insù seguita dalle grida eccitate di Maru e Moru. Quando ormai aveva il
fiato grosso e i vestiti appiccicati per l’elevata umidità della notte, il
tappeto volteggiò come una piuma e andò ad atterrare presso il vicino
parco del Re Pinguino. Durante la corsa, Yuuko fece due considerazioni: prima,
quello doveva essere l’uomo che stava aspettando, ma cerco non avrebbe
immaginato di vederlo comparire a bordo di un tappeto; seconda, voleva anche
lei un tappeto volante!
Era esattamente come nei racconti di “Mille e una notte”: un tappeto pregiato,
ricamato con colori sgargianti e fili metallici intrecciati a seta purissima e
soffice lana (proprio il genere di cose un po’ kitsch che piacevano a Yuuko),
largo un metro per un metro e mezzo (giusto il posto per un uomo seduto), le
nappe erano viola e si muovevano in libertà durante il volo come tante piccole
code di coniglio. Anche l’uomo era ben strano, ma a Yuuko piacque
immediatamente ed infinitamente di più il tappeto!
- Salve!- esordì lo straniero- Tu devi avere qualcosa che mi appartiene-
continuò sorridendo. Era alto, moro, prestante ma non più giovane, neanche
vecchio ad ogni modo; portava occhiali da vista tondi sul naso minuto e
sorrideva placido.
- Può darsi- rispose la strega mettendosi sulla difensiva, braccia incrociate
al petto e sguardo indagatore.
- E’ una delle mie carte, senza non posso guidare il mio bel tappeto. Ti
piace, non è vero?- Le sorrise scendendo dal mezzo volante e arrotolandolo con
cura- Se sei d’accordo, ti lascerò il tappeto in pagamento-
- Pagamento per cosa?- chiese Yuuko ora più propensa a prestar orecchio alle
ciance di quel mago occhialuto e sfacciato. In fondo Yuuko era
un’imprenditrice e le piaceva fare affari.
- In cambio del tuo aiuto per creare un meccanismo che permetta di viaggiare
tra i Mondi. Immagino che anche tu abbia conosciuto quella palla di pelo
bianca tutta sorrisi…-
- Palla di pelo! Palla di pelo!- cantilenarono Maru e Moru entusiaste.
A Yuuko piaceva la palla di pelo bianca, Mokona si chiamava, ma non le piacque
che quel botolo creatore di Mondi paralleli mettesse lei, la Strega delle
Dimensioni, e quell’ometto occhialuto e saputello sullo stesso piano, o che,
peggio ancora, quell’omino strambo le volesse dare ad intendere che la
questione stesse proprio così!
- Ammettiamo che io sappia di cosa stai parlando… è un’impresa che comporta un
bello sforzo, viaggiare tra i mondi-
- E’ per questo che mi serve il tuo aiuto: da solo non posso farcela, in
cambio ti darò il tappeto. Che dici, stipuliamo il contratto Yuuko Ichihara?-
A Yuuko non piacque che quel tizio, senza neanche presentarsi, sapesse il suo
nome, eppure voleva il tappeto e quindi ci rifletté quel tanto che basta per
dare l’idea che stesse soppesando i pro e i contro e poi siglò il contratto.
Così Yuuko Ichihara conobbe Clow Reed, così furono creati i due Mokona Domeki,
così la Ruota del Destino prese a muoversi verso l’inevitabile incontro tra
lei e quei due ragazzini che erano legati allo stesso Clow, e così il tappeto
volante finì nella cassaforte del negozio di magia; però a Yuuko non piace
pensarci, visto che il tappeto è lì ormai da non si può sapere esattamente
quanti anni e lei non lo può usare: quell’antipatico mago occhialuto non le ha
consegnato la carta che serve a farlo volare. Questo è il quarto motivo per
cui a Yuuko Ichihara non piace Clow Reed, quel mago da strapazzo che si è
preso gioco di lei!
7 agosto/2 settembre 2007
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Questa fanfiction è stata usata per il themes 02. The carpet of the sky del mio set "Esperimenti" per la community 10_clamp