hello kazahaya

 

Kazahaya si rese conto di essere tornato nell’istituto maschile dove aveva lavorato: era il giorno della festa e lui doveva sfilare vestito da donna. Poco prima di salire sul palco, il ragazzo gettò uno sguardo ad una finestra, che rimandò la sua immagine riflessa: era vestito da… Hello Kitty! 

Indossava una salopette rosa, con delle ali applicate, un copricapo con orecchie bianche e un fiocchetto rosa sulla destra, il naso truccato di giallo e sulle guance tre baffi neri per parte.

- Non può essere- balbettò sconvolto.

Ricordava benissimo di essersi vestito da cinesina con tanto di parrucca, invece adesso…

- Hello Kazahaya è pregata di salire sul palco- annunciò una voce al microfono.

Ma Kazahaya non era più nella scuola, bensì nel negozio del signor Kakei e questi, assieme al signor Saiga, sedeva al banco dei giudici.

- Hello Kazahaya deve sfilare, pena l’esclusione- gli suggerì Kakei, strizzandogli l’occhio. Kudo si spaventò, ben sapendo che quel sorrisetto non preludeva mai a nulla di buono, voleva muoversi, ma le sue gambe non collaboravano.

- Datti una mossa, idiota- l’odiosa voce del suo coinquilino lo riportò alla realtà.

Kazahaya aprì gli occhi di colpo, madido di sudore: era nel suo letto, indossava ancora i vestiti con cui era andato a dormire.

- Era solo uno stupido sogno- si disse lieto di essersi svegliato.

- Tutto in te è stupido- grugnì Rikuo- Farai tardi a lavoro, tanto per cambiare- concluse uscendo dall’appartamento che, loro malgrado, dividevano.

- Pensa ai cavoli tuoi, stronzo- inveì Kudo alla porta che si richiudeva con un tonfo e fu solo allora che si accorse di aver dormito abbracciato ad una bambola gigante della famosa gattina.

- Cosa?- si chiese sconvolto.

Lui non aveva mai comprato nulla del genere (con quali soldi poi?), doveva essere opera del bastardo, un altro dei suoi scherzetti idioti.

 

  |