
Che cosa si può regalare ad un
uomo che ha già tutto?
Questo era l’annoso dilemma che angosciava Akihito Takaba da quando aveva
scoperto, o meglio l’ uomo che ha già tutto aveva lasciato intendere
che il suo compleanno si avvicinava. Takaba si era lambiccato il cervello per
settimane per trovare qualcosa di originale e acquistabile, senza dover
accendere un mutuo, da regalare ad Asami-san. Accantonò subito l’idea di
preparargli una torta, Asami odiava i dolci e lui non sapeva cucinare,
d’invitarlo a mangiar fuori non se ne parlava, e l’idea di dirgli – Eccomi,
sono tuo!- indossando solo un fiocco rosso intorno al collo lo sconvolgeva,
oltretutto offrirsi nudo ad Asami per una notte di sesso non era
esattamente un’idea originale!
Alla fine, Akihito ebbe una folgorazione: tirò fuori vecchi scatti e scelse la
foto migliore, stampò in formato gigante e la montò su una cornice nera,
liscia e lucida, perfetta con l’arredamento high-tech dell’appartamento del
bastardo. Imballò con cura ed inviò tramite corriere (era troppo imbarazzante
presentarsi con il regalo).
Fu la segretaria ad aprire il plico e le scappò un gridolino di gioia: il capo
doveva essersi fatto fare un ritratto da apprendere in ufficio, l’autore era
certamente un fotografo di grido, perché aveva saputo cogliere in pieno
l’essenza di Asami-sama, il quale sembrava un modello di una pubblicità di una
griffe italiana, tanto era bello; opinione poi confermata da tutto lo staff.
Asami vide il quadro già appeso al muro dietro la sua scrivania: uno scatto di
profilo mentre leggeva il giornale del mattino e fumava la prima sigaretta
della giornata. Riconobbe nello sfondo il monolocale di Takaba-kun, che doveva
avergli rubato quella foto in gran segreto e con notevole destrezza, per
essere il moccioso. Si compiacque della sua fotogenia e appuntò mentalmente di
essere molto carino con il ragazzino quella sera, quando sarebbe andato a
trovarlo per festeggiare il suo compleanno.