
Tokyo, casa Monou-Shiro
Ore 22.00 p.m.
Kamui guarda fuori dalla finestra un cielo plumbeo e minaccioso – Le previsioni dicono che pioverà-
- Quelli delle previsioni non ci prendono mai!- sbotta Fuma mentre rivede la registrazione di Italia-Germania del Mondiale 1982.
- Perché devi vedere una stupidissima partita di calcio, se sai già come è finita?- Kamui cerca di rubare il telecomando, ma Fuma, senza il minimo sforzo, lo neutralizza: se Kamui perde il suo tempo con le repliche di “Carmela”, lui può benissimo rivedere le vecchie partite di calcio.
Consuelo alza la testa dalla sua cesta, attratta dagli schiamazzi, ma poi torna a mordere il suo gomitolo.
Ore 2.00 a.m.
Un lampo squarcia il cielo nero di Tokyo e la notte per un attimo s’illumina a giorno. Segue a breve intervallo un tuono fragoroso e poi un altro, tanti goccioloni iniziano a cadere dall’alto, man mano con maggiore intensità, e un vento freddo e violento spira con boria sui tetti delle case. Un nubifragio in piena regola si abbatte sulla città: saltano i tombini, si spezzano i rami degli alberi lungo le strade, cadono i tralicci della luce; un black-out lascia al buio Tokyo e i suoi abitanti. È notte e solo in pochi se ne avvedono.
Ore 2.10 a.m.
Kamui si sveglia di soprassalto: un tuono ha fatto tremare i vetri delle finestre. Il televisore è spento e in casa è tutto buio. Pensa che Fuma, per una volta, si sia ricordato delle tirate ambientaliste di Kusanagi e abbia spento le luci che non servivano. Un altro tuono lo fa sobbalzare e sente Consuelo gnaulare e correre a nascondersi in bagno. La pioggia picchia ferocemente contro la finestra, il temuto temporale è arrivato: dovrà disdire il pic-nic con i ragazzi del gruppo del dottore Yamato, alla fine. Per fortuna lui è al calduccio dentro casa, si raggomitola meglio la coperta addosso e torna a dormire.
Ore 3.00 a.m.
Fuma si alza per bere, conosce il percorso a memoria: tre passi dritti fino all’armadio, cinque a sinistra fino alla porta, poi dieci attraverso il soggiorno fino alla cucina. Esegue il tracciato senza inciampare e solo quando arriva a meta cerca l’interruttore della luce: non funziona.
- Che cazz…- sbraita seccato: a tentoni trova il frigo, e anche lì non c’è luce. Gli viene un dubbio e si affaccia alla finestra: fuori è tutto buio, l’oscurità più completa.
- Non sarà saltata la luce ovunque?- la sua voce risuona alta nel silenzio della notte, non si è curato di non svegliare Kamui, svenuto come al solito sul divano dopo una maratona di telenovelas.
- La luce?- biascica il poveretto, intontito dal sonno.
- Sì, tutto il quartiere è al buio-
Kamui brancola verso la voce, inciampa nel tavolino basso, fa cadere il telecomando e non sa cosa altro; saltellando sul piede ancora buono arriva a sfiorare un braccio di Fuma, forse quel bastardo gli ha persino teso una mano per aiutarlo, pensa mentre ammira lo spettacolo insolito della città immersa nel buio. Un lampo squarcia il cielo e loro due restano immobili a fissare il punto in cui la luce è apparsa per essere subito inghiottita dalle tenebre.
Ore 10.00 a.m.
Kamui si sveglia con un sorriso stolto sul volto, ha fatto un bel sogno. Fuma ronfa ancora della grossa. Consuelo miagola perché vuole la pappa. Fuori piove ancora: è la giornata perfetta per rivedere le prime cento gloriose puntate di “Consuelo: il volto dell’amore” in lingua originale. Apre il frigo al volo, prende il cartone del latte e riempie una tazza aggiungendo cereali al cioccolato. Si accomoda sul divano, afferra il telecomando del dvd e preme play, ma non accade nulla.
Scuote il telecomando, controlla se ci sono le batterie (a volte quell’odioso di Fuma fa sparire le pile per dargli noia). Preme di nuovo play, nulla.
Si alza scocciato, il led del televisore non lampeggia, controlla i fili e le prese (ogni tanto Consuelo per giocare ne tira qualcuno). Prova con i comandi manuali, ma nulla lo stesso. Si ricorda, allora, delle parole di Fuma la notte precedente e un dubbio atroce lo colpisce. Corre in camera, si getta sul letto e inizia a scuotere Monou fino a svegliarlo.
- Hai mandato in black-out tutta Tokyo solo per non farmi vedere “Consuelo”? Sei un mostro!-
Fuma lo fissa sconvolto, non ha idea di cosa stia farneticando stavolta!
Ore 11.00 a.m.
Dopo un primo momento di smarrimento, Fuma è costretto a scoprire cosa sta succedendo. Il televisore al plasma, il dvd, l’impianto dolby surround, è tutto andato; ma non è un problema di corrente elettrica: tutti gli altri elettrodomestici funzionano.
- E ti sembra un caso fortuito?- urla Kamui in preda ad una crisi di nervi.
- E io che ne so, faccio mica l’elettricista- Monou alza le spalle e vorrebbe tornare a letto, ma una vocina nella sua testa gli dice che non sarà possibile finché quel tossico da serial tv non riavrà il suo amato televisore.
Seishiro saprebbe esattamente cosa fare, pensa mesto fissando lo schermo nero davanti a sé, ma non può chiedere aiuto ad un bambino di cinque anni, sarebbe ridicolo, perciò costringe Kamui a guardarlo negli occhi – Cosa farebbe il Deficiente adesso?-
Kamui si blocca, lascia stare il tentativo di harakiri per un secondo e prova a pensare cosa farebbe Subaru – Chiamerebbe Seishiro, no?-
- Altrimenti?-
- Guarderebbe le pagine gialle- osa Shiro.
Simultaneamente si voltano verso il mobiletto dell’ingresso, dove di solito tengono gli elenchi del telefono, ma sanno che, da quando vivono in quella casa, non hanno mai riordinato e quei maledetti elenchi potrebbero essere ovunque.
Ore 12.00 a.m.
Un’altra ora di tensione, sospetti e rancori è passata. Kamui non è convinto che il guasto sia incidentale; Fuma non è contento di esser stato svegliato per un dannato televisore; Consuelo spia le mosse del tecnico della tv, aspettando il momento buono per sbranarlo; il suddetto trema mentre controlla il guasto. Alla fine annuncia al losco tipo e al travestito che l’impianto si è bruciato a causa del temporale della notte precedente. Vorrebbe aggiungere “Non uccidetemi, ho moglie e figli” ma preferisce non indispettirli ulteriormente.
- Bruciato?- sillaba Fuma sconcertato – Con quello che l’ho pagato?-
- Bruciato?- geme Kamui gettandosi a terra con mossa teatrale- Cosa ne sarà di me, ora?-
- Un fulmine ha colpito la centralina e… - osa aggiungere il malcapitato – Sarebbe bene staccare gli apparecchi elettrici dalle spine quando arriva un temporale come quello di ieri notte-
Fuma sghignazza- Sentito, pulcino? È colpa tua!-
- Cosa? È stato il fulmine- risponde iroso Shiro.
- Sei un pulcino idiota!-
- Mostro!-
- Io andrei…- sussurra il pover’uomo mentre raccoglie i suoi attrezzi e, camminando a ritroso, guadagna l’uscita; non gli importa di non esser pagato per la chiamata, il solo fatto di esser uscito vivo da quella casa lo rende felice.
0re 12.30 a.m.
- Perché? Perché è accaduta una cosa così orribile, perché?- geme Kamui nel suo vestito nero bordato di pizzo, realizzato sul modello di quello che indossava Consuelo al funerale della sensitiva Carmen (che gli è valso il premio per il miglior cosplay tratto da una serie televisiva straniera). Seduto a terra, tiene il dvd tra le braccia mentre con una mano accarezza lo schermo del plasma ormai irrimediabilmente spento. Fuma non capisce perché la deve fare tanto lunga per un elettrodomestico: giurerebbe che quando morì Kotori non aveva fatto altrettanto baccano, ma preferisce non farglielo notare. Alla fine si muove a compassione per quel dolore così struggente, o semplicemente realizza che il torneo di rugby inizierà quello stesso giorno e lui non ha un televisore con cui vedere le partite.
- Kamui, sai cosa faccio quando rovino un paio di pantaloni con il sangue?-
- No- piagnucola Shiro.
- Esco e ne compro di nuovi- Kamui lo fissa ad un tratto come se fosse il suo eroe, il suo salvatore.
- Fuma, possiamo comprarne uno nuovo?-
- Faremo di meglio, ne compriamo dieci e li teniamo in cantina così, come se ne rompe uno, abbiamo la scorta-
Ore 3 p.m. Centro Commerciale
Kamui indossa il suo vestito per le gite fuori Palazzo: un kimono verde con motivi a rombi e uno kosode marrone. Non è riuscito a trovare lo zuccotto, il mantello e i sandali intonati, perciò il suo aspetto è quello di un ragazzo molto elegante, ma ancora appartenente al XX sec.
Fuma osserva la sterminata fila di apparecchi del reparto elettronica: Satsuki gli ha dato un promemoria con tutti i requisiti tecnici che deve chiedere per il nuovo impianto digitale; a lui non interessa, ma se deve spendere dei soldi, vuole il meglio (lezione appresa da Seishiro).
Ad un tratto Kamui si ferma davanti ad un teleschermo diciotto pollici color rosa.
- Fuma, quello!- grida come un bambino davanti alla bancarella delle mele caramellate.
- No, pulcino, Satsuki ha detto…-
- Cosa vuoi che capisca quella! Il maestro non l’ha nemmeno menzionata in “Phantasma”!-
Fuma alza gli occhi al cielo – Lo vuoi perché è rosa, no?-
- Si mimetizzerà benissimo nel giardino di primavera di casa Sakurazuka-
- Contento tu- Monou chiama un commesso e gli ordina nove impianti audio-video secondo le caratteristiche che l’hacker gli ha consigliato ed uno di quelli rosa. Kamui sa già che gli vorrà bene come ad uno di casa.
Ore 4 p.m. Caffetteria
Una giovane cameriera si avvicina per prendere le ordinazioni.
- Per me un caffè, forte. Tu che vuoi?-
- Io? – Kamui guarda spaesato la ragazza con il taccuino in mano. É seduto ad un caffè con Fuma in pieno giorno: possibile? – Io prendo un tè, al gelsomino-
La ragazza torna poco dopo con due tazze fumanti e un piatto di pasticcini – Omaggio della ditta- dice arrossendo.
- Chissà chi dei due ha fatto colpo? Con quel kimono non stai poi male, potesti anche sembrare una persona normale-
- Ah, grazie-
Ognuno sorseggia la bevanda prescelta in silenzio, non c’è molto da dire, non hanno molto da dirsi, loro che si parlano solo per darsi addosso, loro che non passano mai del tempo insieme tanto per il piacere di stare insieme, come fanno le coppie, quelle vere, quelle che si vogliono bene, come facevano Seishiro e Subaru, che sono il loro specchio, il loro memento.
- Che vuoi fare, dopo?- chiede Fuma poggiando la tazza sul tavolo.
- Non lavori?-
- No-
Non capita mai che Fuma abbia del tempo libero, tempo libero da ogni altro impegno famigliare, tempo che voglia dividere con lui. Kamui sorride - Portami ovunque tu voglia-
Questa storia fa
parte della raccolta di fanfictions dedicata ad all'universo alternativo detto
Kamui: il volto dell'amore, ma può essere letta anche
indipendentemente.
Per saperne
di più su "Consuelo: il volto dell'amore" e quindi sulla genesi di questa ff e delle altre, andate a vedere
la trovata geniale di
michiru_kaiou7
e mia (io ho solo dato l'idea scema, il resto lo ha fatto lei)
Consuelo, prima parte;
Consuelo, seconda parte.
Questo capitolo è stato usato per
i prompts 087. Vita, 070. Tempesta, 069. Tuono, 074. Oscurità, 071. Rotto,
081. Come?, 068. Lampo, 080. Perché?, 072. Riparato e 060. Bibite della mia
Big Damn Table.
L'ultima doppia drabble
è stata
scritta per il S. Valentine's Meme indetto da
michiru_kaiou7,
prompt
Extra (yuffie) 02. Take
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