kamui: il volto dell'amore ~ impegni inderogabili

Era un mercoledì mattina come tanti a casa di Fuma e Kamui: Consuelo sonnecchiava nella sua cesta dopo una notte in giro in caccia di cibo (Fuma aveva deciso che per il budget famigliare era più economico lasciare che il leopardo cacciasse per i fatti suoi, e pace per i vicini terrorizzati!); Kamui si dannava sui bozzetti dei costumi per l’imminente raduno di cosplayers ad Osaka, dove lui e le sue adepte, come le chiamava simpaticamente Fuma, avrebbero personificato i personaggi di “Consuelo: il volto dell’amore”, e Fuma dormiva ancora beatamente nonostante fossero le undici passate.
Incredibilmente Kamui sentì la sveglia suonare ed esser lanciata puntualmente contro il muro alle undici e un quarto: evidentemente Kanoe o forse Yuto lo avevano incastrato per un lavoro diurno, perciò alzò la cornetta del telefono e chiamò lo Starbuck’s all’angolo per ordinare la colazione.
- ‘giorno- sbiascicò Fuma attraversando il salone a piedi nudi, fermandosi solo per grattare un orecchio a Consuelo che si era svegliata in vena di coccole – C’è qualcosa da mangiare o come al solito nel frigo c’è l’eco?-
- Ho ordinato il tuo caffè con le ciambelle- rispose a mezza bocca il pulcino impedito da una matita verde tra le labbra. Fuma notò solo allora che era disteso, quasi spalmato, sopra il tavolo del salone tra carte, colori, ritagli di stoffa e fotografie. Stava lavorando a qualcosa che aveva a che fare con Carmela e la setta, lo capì dallo sguardo concentrato di Kamui, di solito non si impegnava in nessun lavoro in modo serio, ma sei trattava di Carmela... No, era Jessica... Neanche. Santa Pupazza, perché non si ricordava mai il titolo di quella dannata telenovela?
Ad ogni modo la posa del pulcino era sensuale, se con un piccolo sforzo evitava di pensare al fatto che stava disegnando un vestito da donna del XIX sec. che avrebbe poi indossato orgogliosamente. Si disse che il lavoro poteva aspettare per una volta.
- Hey, Kam- gli sussurrò all’orecchio cingendogli la vita con le braccia- Non hai un po’ di tempo da dedicare a me?-
Kamui ridacchiò sorpreso e mollò quel che stava facendo, Fuma difficilmente accettava un no come risposta.
Si baciarono e Fuma lo sollevò di peso dirigendosi verso la camera da letto, quando Kamui sussultò come in preda a convulsioni - Cielo, Fuma non si può!-
- Come non si può?- esclamò stupito questi cercando di mantenere l’equilibrio nonostante il pulcino si stesse dimenando per scendere.
- Subaru e Seishiro-chan!-
- Che c’entra papà?-
- Ho promesso a Subaru di aiutarli con gli addobbi di Natale. Saranno qui a momenti, andiamo insieme a comprare l’albero-
Difatti il citofono suonò in quell’istante, che fosse la colazione o papà, in ogni caso l’atmosfera era sfumata.
- Ho capito, pazienza- sospirò Monou lasciando scendere Kamui.
- Tieniti in forma per stasera- scherzò Kamui strizzandogli un occhio mentre si dirigeva alla porta per vedere chi aveva suonato.
- Uhm… Il lavoro di oggi andrà per le lunghe, inutile che mi aspetti alzato-
Il sorriso sul volto di Kamui si spense lentamente- Beh, fa niente, rimandiamo a domani, no?-
- No - rispose secco l’altro – Domani devo tenere Na-chan-
- Vero, Karen fa il turno di notte fino a domenica. E pensare che le ho detto io che non c’erano problemi-
- Allora ti metto in lista per lunedì- scherzò Fuma facendo correre l’acqua in bagno. Ma Kamui non sembrò apprezzare il moto di spirito- Che ho detto? –
- C’è la competizione ad Osaka- Kamui scandì le parole lentamente come se stesse cercando di spiegare la teoria della relatività ad un bambino di cinque anni- E tu non puoi non saperlo: ne parlo da mesi, mesi, Fuma! Tutta la prossima settimana saremo impegnatissimi con le prove dei costumi e delle coreografie e i vestiti di Margareta e Padre Pedro non sono neanche stati cominciati. Solo un insensibile egoista come te verrebbe a chiedermi di fare sesso in una situazione di completa crisi del genere. Mostro!-
Fuma contò fimo a mille, ma l’istinto di fare crollare tutte le barriere e farla finita con il genere umano, in particolare quello appassionato di telenovelas sudamericane, era ancora forte quando arrivò a milleuno, perciò decise di usare la sua arma preferita: far pesare a Kamui il fatto che lui era l’unico a lavorare in quella casa.
- Sai com’è, sembra che almeno uno dei due debba guadagnare dei soldi - disse trattenendo una risatina malevola - Il sottoscritto deve partire in trasferta alla fine del mese - Indicò il biglietto aereo che faceva bella mostra di sé sullo sportello del frigo puntellato con una calamita a forma di polpetta di riso. Kamui si affrettò a controllare il calendario: nella migliore delle ipotesi sarebbero stati liberi da impegni, famigliari o lavorativi che fossero, non prima dell’anno nuovo, ovvero ventuno giorni di astinenza, salvo imprevisti.
- Il che vuol dire, più o meno, che non saremo di nuovo a casa insieme e da soli prima del primo gennaio, o forse anche dopo, visto il gusto perverso di Kanoe di festeggiare a sakè e strip-poker il Nuovo Anno per tre giorni di fila-
In quella si affacciarono sull’uscio semi aperto Subaru e Seishiro-chan: casa di Kamui era il solito caos indescrivibile e quei sembravano sul piede di guerra per l’ennesima volta. Subaru sospirò, Seishiro-chan incrociò le braccia sperando che si spicciassero perché lui voleva il suo albero.
- Io divento matto: venti giorni, Kam? Fortuna che eri tu quello che si lamentava- inveì Fuma chiudendosi strategicamente in bagno.
- È colpa del tuo lavoro, non ci sei mai!- Ad ogni modo Kamui non aveva voglia di continuare a litigare per un problema che nessuno dei due voleva risolvere, entrambi avevano degli impegni inderogabili che, in un modo o nell’altro, si frapponevano alla loro vita di coppia; si voltò verso i suoi ospiti con il sorriso più caloroso di cui era capace in quel momento- Prendo il cappotto e andiamo a comprare l’albero. D’accordo Seishiro-chan?-
- Basta che ti muovi- rispose a mezza bocca il bambino. Subaru avrebbe voluto chiedere a Kamui di confidarsi, di aprirsi con lui, di parlare dei suoi problemi, ma gli bastò l’occhiataccia lanciatagli da Fuma uscendo dal bagno per decidere che in fondo non erano affari suoi.

Rientrando a casa nel pomeriggio, come c’era da aspettarsi, Kamui trovò solo Consuelo ad attenderlo. Ascoltò distratto la segreteria telefonica – un messaggio di Bree va Kamp per la riunione del giovedì- e fu solo quando aprì il frigo in cerca del cartone dell’aranciata che vide un secondo biglietto aereo e un foglietto con pochi illeggibili ideogrammi vergati da Fuma pinzati assieme con una calamita a forma di scodella di ramen.


Tanto so che non rinuncerai al tuo raduno di svitati ad Osaka,
perciò ho preso un secondo biglietto aereo.
Forse, almeno alle Hawaii troveremo il modo di stare davvero un po’ da soli.
 


Non era un raffinato haiku, né la lettera profumava di essenza di rosa, come sarebbe accaduto in un dramma in costume di quelli che amava tanto, ma era la cosa più romantica che Fuma avesse fatto, beh, a memoria d’uomo. Kamui si portò il biglietto al voltò per nascondere un sorriso stolto.


 

See you at next prompt...

 |

 

Questa storia fa parte della raccolta di fanfictions dedicata ad all'universo alternativo della Saga, cronologicamente si colloca dopo di "Fuma e Seishiro-chan", ma può essere letta anche indipendentemente.

Seishiro-chan appartiene a Michiru e lo troverete in azione della raccolta intitolata
"Little Devil".

P
er saperne di più su "Consuelo: il volto dell'amore" e quindi sulla genesi di questa ff e delle altre, andate a vedere la trovata geniale di michiru_kaiou7 e mia (io ho solo dato l'idea scema, il resto lo ha fatto lei) Consuelo, prima parte Consuelo, seconda parte.

Questo capitolo è stato usato per il prompt 007. Giorni della mia Big Damn Table