un pomeriggio dal re pinguino

Kamui osservava come rapito il giardino di casa sua ricoperto di un bianco irreale. Tutto il mondo aveva perso i colori nel giro di una notte: era bianco il prato, bianca la cancellata, bianchi i due arbusti spogli, che spuntavano dalla proprietà del vicino, bianco il davanzale davanti alla finestra e bianco il cielo.
- Mamma, ma quando arrivano?- sbuffò girandosi in direzione della donna affaccendata in cucina.
- Tra poco- rispose la mamma continuando a preparare il riso da bollire per la cena- Kamui-chan, porta pazienza-
- Uffa, ma io voglio andare a giocare!- sbuffò il bambino dondolando le gambe dalla panca posta sotto la finestra del salotto.
Aveva promesso a Fuma-kun e a Kotori-chan di aspettarli per andare al Parco del re Pinguino a giocare con la neve, ma l’orologio batteva già le quattro e un quarto e dei suoi amici nessuna traccia; la mamma aveva già detto che se ricominciava a nevicare non poteva più uscire.
Ma ecco che due figure, avvolte in sciarpe colorate, si avvicinavano al cancello.
- Eccoli!- gridò lanciandosi verso l’attaccapanni e afferrando cappello, guanti, sciarpa e cappotto alla rifusa, senza riuscire ad indossare nessuno di loro come si deve.
- Sta’ fermo- lo sgridò Torhu, arrivando sull’ingresso ancora con il grembiule e le maniche del maglione rivoltate- Ti do una mano io- e preparò il figlio per uscire. Alla fine solo gli occhi erano ancora esposti all’aria e il bambino era la versione comica dell’omino bianco della Michelin.
- Mamma, ma così non respiro- protestò il piccolo al terzo giro di sciarpa intorno al collo.
- Non vorrai mica beccarti un malanno?- rispose secca la donna riuscendo a malapena a chiudere la cerniera del piumino azzurro, intanto che Kamui calzava gli stivaletti di gomma e apriva la porta d’ingresso ancor prima che Kyugo potesse suonare il campanello.
- Siete in ritardo!- sbottò Kamui mettendo il broncio.
- E’ colpa di Kotori-chan- rispose Fuma, indicando la sorella come se fosse l’autrice di una colpa imperdonabile.
- Non è vero!- protestò la bambina- E’ che non trovavo il cappello con i coniglietti che mi ha regalato la mamma a Natale- I riccioli biondi erano trattenuti da uno zuccotto di lana rosa con due coniglietti bianchi ricamati di lato.
- E non poteva metterne un altro- aggiunse il fratello al colmo dell’indignazione. Avevano perso mezz’ora di gioco per via di quel cappello!
- No, non potevo!- gridò Kotori sbattendo i pugni contro Fuma, per poi allontanarsi appena in tempo per evitare che l’occhiata torva di suo padre diventasse un rimprovero vero e proprio.
- Dai, Kotori-chan, a me piace il tuo cappello- si affrettò a dire Kamui, cercando così di recuperare un giornata che poteva andare persa, quei due erano capaci di continuare a bisticciare per il cappello fino all’ora di cena.
- Grazie, Kamui-chan!- rispose lei sorridendogli e prendendolo per mano, facendo poi la linguaccia al fratello, il quale ricambiò con una smorfia perfino peggiore.
- Ritorniamo tra un paio d’ore- la voce dello zio richiamò l’attenzione dei bambini, era il segnale che potevano andare la parco a giocare.
- D’accordo. Ciao bambini!- Torhu li salutò, mentre i tre già si avviavano lungo il vialetto d’ingresso affondando gli scarponcini nella neve fresca.

Il parco del re Pinguino era imbiancato solo in parte, per via del frequente via vai di persone lungo il viale di ghiaia. Kamui ci rimase un po’ male, era stato incantato dal bianco abbagliante che aveva osservato dalla finestra di casa sua, ora invece la neve era marroncina ai lati della strada e solo certi mucchietti intorno allo scivolo o sotto le panchine erano ancora immacolati. C’erano già dei bambini e delle mamme con passeggini intente in chiacchiere allegre; più giù degli studenti delle superiori parlottavano con delle ragazze vestite alla marinaretta. Fuma, Kamui e Kotori si precipitarono allo scivolo per saggiare l’effetto della caduta attutita dalla neve alla fine della corsa. Lo zio andò a sedersi su una panchina poco lontana e aprì il suo giornale. I bambini sapevano che, salvo eccezioni, non avrebbe rialzato il naso fino alla pagina dello spettacolo.
Il progetto era espugnare il trono del re Pinguino, che osservava tutto e tutti dall’alto del castello: una costruzione con ponte tibetano, corde per arrampicarsi e altalena. Naturalmente Kotori pretese di fare la principessa, anche se Fuma continuava a ripetere che al massimo poteva fare la vedetta! Al solito, la bambina la spuntò sul fratello grazie all’indulgenza di Kamui e ottenendo d’interpretare il suo ruolo, allora il fratello decise che avrebbero giocato ai pirati e la legò, usando la sua sciarpa legata con quella di Kamui, che se ne sbarazzò ben volentieri, all’altalena, costringendola così nella sua prigione.
- Ora tu sei la principessa prigioniera del re Pinguino e il drago cattivo non ci fa passare- mise a difesa il suo peluche di drago verde, poggiandolo sulle ginocchia della sorella - Mordila se scappa- disse al draghetto.
- Non puoi dare ordini al drago, tu sei il pirata buono- obbiettò Kotori, livida in volto perché era cascata di nuovo in uno dei soliti trucchi di suo fratello per non farla giocare con loro maschietti.
- Il drago è il mio e ordino quello che voglio- ribatté Fuma dandole una botta in testa usando il peluche come un martello.
- Ahia!- piagnucolò Kotori.
- Uffa- borbottò Fuma, buttando l’occhio in direzione del padre, ancora assorto nella lettura del quotidiano.
- Fuma, dai, giochiamo- intervenne Kamui, ponendosi tra i due e prendendo il drago tra le mani- Adesso noi andiamo a prendere la chiave e poi torniamo a liberarti-
- Sì, perché io e Kamui-chan siamo due pirati e tu solo una principessa e le principesse stanno nelle prigioni ad aspettare di essere liberate-
- Non voglio essere liberata da te!- sbraitò la sorella- Mi deve liberare, Kamui-chan, perché lui è buono!-
- D’accordo!- disse Kamui.
- Zitta, sei la principessa non puoi decidere chi ti salva- sbraitò il fratello
- No-
- Sì, invece-
- Papà!- Kotori aveva estratto l’arma vincente, prima ancora che Kyogo potesse sollevare il viso dal giornale e chiedere “Che c’è?”, Fuma le aveva mollato il drago in braccio e aveva acconsentito a far sì che fosse Kamui a salvarla; poi, preso per mano l’amichetto, si allontanò in direzione dello scivolo più grande del parco, quello dominato dalla grande statua del re Pinguino.
Decisero di assaltare la fortezza dal basso, cercando di risalire lo scivolo al contrario. Al terzo tentativo, puntando piedi e aiutandosi con le braccia, Fuma era riuscito a raggiungere la vetta, mentre Kamui scivolava di nuovo a terra. Fuma lo fissò dall’alto, gambe divaricate e busto ancora spalmato sullo scivolo, cappello fuori posto, occhioni imploranti e la bocca già nella smorfia di chi sta per piangere. Anche se a malincuore, Fuma diede una pacca sulla grossa pancia blu del re Pinguino e con un sospiro si mise a sedere e scivolò giù.
- Mi sono stufato. Andiamo a fare i pupazzi di neve- disse atterrando quasi in braccio al suo amico del cuore.
- Sì- strillò Kotori, sciogliendo le sciarpe che la costringevano sull’altalena e lanciandosi con un gran salto- Io faccio la principessa delle nevi-
- Sì, sì- rispose il fratello alzando gli occhi al cielo, come facevano a volte gli adulti- Le facciamo fare la principessa delle nevi, Kamui-chan?-
- Per me va bene- rispose il bambino- se va bene a te, però-
I due bambini più piccoli fissarono Fuma, perché alla fine si faceva sempre quello che diceva lui essendo il maggiore di età.
- Kotori-chan può fare la principessa e Kamui può scegliere i sassolini per fare i bottoni, io metto insieme la neve per fare il pupazzo-
- Evviva!- esultarono i bambini, il draghetto verde di Fuma volò in aria, lanciato dalla sorella e il bambino lo vide ricadere a terra nella poltiglia marroncina della neve mezza sciolta.
- Scusa- si affrettò a dire Kotori sollevando il pupazzo di pezza da terra e asciugandolo contro il suo capottino rosso.
Fuma afferrò il drago e la fulminò con gli occhi – Attacca, drago, attacca, sputa fuoco, così la principessa delle nevi si scioglierà-
- Specchio riflesso- rispose lesta la sorella, ma si beccò lo stesso un colpo in testa con il muso del draghetto, poi Fuma le sorrise e rimise il giocattolo nel suo zainetto, segno per quel giorno il drago aveva fatto il suo dovere.

Alla fine avevano raccolto abbastanza neve candita, anche grazie allo zio, da poter creare un piccolo omino, tutto storto, con bocca e naso fatti con sassi e pezzetti di legno. Kamui guardava il pupazzo sorridente e cicciotto e si sentì molto soddisfatto: era tutto accaldato e rosso in viso e così i suoi amici, che fissavo altrettanto fieri la loro creatura di neve. Sarebbero rimasti lì ad osservare il loro capolavoro per ore, ma ad un tratto il suo stomaco si fece sentire.
- Ho fame!- disse quasi inconsapevolmente.
- Anch’io, anch’io- squittì Kotori iniziando a saltellare euforica.
- Io pure- aggiunse Fuma e sei occhioni affamati si rivolsero verso Kyogo.
- Allora andiamo a casa e vediamo cosa ha preparato di buono la mamma-
- Kamui può restare a cena con noi?- chiese il figlio maggiore, mentre la secondogenita annuiva vivacemente.
- Non lo so- rispose il padre grattandosi la testa attraverso il cappello di lana- Dobbiamo chiedere a Torhu-san-
- Ti prego, papà- dissero in coro i due figli, facendo la voce più lagnosa di cui erano capaci. Kamui non disse nulla perché la mamma gli raccomandava sempre di non essere invadente a casa degli zii, perciò lasciava sempre che fossero Fuma e Kotori ad insistere per farlo restare a giocare con loro.
- Vedremo- concluse indulgente lo zio Kyuogo inginocchiandosi per controllare che i piumini fossero ben chiusi e le sciarpe di nuovo ben arrotolate intorno al viso dei tre monelli. Afferrò Kotori per mano e fece segno agli altri due di camminargli davanti, Fuma prese la mano di Kamui e si avviò.
- Papà- pigolò due metri dopo Kotori- voglio tenerla io la mano di Kamui-chan!-
- Non puoi- le rispose il fratello- Adesso tocca a me, tu gliela hai tenuta all’andata- e le fece la linguaccia.
- Fuma!- lo rimproverò il padre, più ridendo che arrabbiandosi.
- Deve dirlo Kamui-chan con chi vuole tenere la mano- insistette Kotori.
- Bene- la sfidò il fratello fermandosi di colpo e sollevando la mano stretta intorno al guanto che avvolgeva quella dell’altro bambino- Chiediglielo!-
- Kamui-chan con chi vuoi tenere la mano?-
Kamui avrebbe voluto non rispondere, mettersi tra quei due era sempre pericoloso, però aveva ragione Fuma, Kotori lo aveva tenuto per mano all’andata – Fuma-kun!- e il più grande non infierì sulla sorella, ma si limitò a girare i tacchi e a dondolare il braccio che stringeva quello dell’amico.
Intanto la neve aveva ripreso a fioccare ammantando la strada, i lampioni, l’edicola e le macchine di un bianco irreale. Perfino il re Pinguino fu vinto dalla neve e la sua corona gialla ebbe come cappello una spessa coltre di neve candida.

 

See you at next prompt…

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Questa fanfiction partecipa alla mia BDT con il prompt 067. Neve