
Il display del mio cellulare s’illumina nella penombra della camera da letto, una lucina verde e il lieve tremore dell’apparecchio, che vibra sul legno del comodino, sono sufficienti per destarmi del tutto dal torpore post amplesso. Con la coda dell’occhio sano controllo che la persona accanto a me stia dormendo ancora, solo allora mi tiro a sedere tra le lenzuola stropicciate e cerco a tentoni le sigarette. Aspiro avidamente la prima boccata e mi decido a scoprire chi è il seccatore di turno. L’orologio, nella parte alta del display, indica l’una di notte, la bustina lampeggia nella parte opposta. Sorrido nel leggere il nome del mittente.
“Avevo un impegno nella zona di Ueno, resto da te per la notte”.
Da quando ha preso l’abitudine di presentarsi a casa mia senza preavviso, ho deciso di lasciare le chiavi nella cassetta delle lettere, così evita di manomettere la serratura di casa ogni volta. Perciò so che non si stupirà nel non trovarmi a casa, perfino il messaggino è solo una proforma…
Tiro un’altra boccata dalla sigaretta prima di ciccarla nel posacenere stracolmo. Il mio ospite non è tra i fan dei lavori domestici: ci sono vestiti sparsi ovunque sul pavimento. Afferro i miei boxer e mi dirigo verso il bagno: mi piace la sensazione del camminare a piedi nudi sul pavimento freddo, è gradevole.
Vorrei crogiolarmi ancora un po’ sotto il getto ristoratore della doccia, ma il mio ospite è ormai sveglio e non ho voglia di dover spiegare perché, ancora una volta, dopo aver fatto sesso con lui non resto a dormire. Non posso dirgli che quel altro mi aspetta a casa, così come non posso dire a chi mi aspetta nell’appartamento di Ueno che resto a dormire qui con lui. Ci vorrebbe troppo tempo e troppa pazienza e poi… Francamente il loro biasimo non mi tocca.
La porta si apre prima di quanto avrei voluto, mi sto ancora asciugando la pelle, il che vuol dire che non potrò evitare di assistere alla sua scenata mentre mi vesto, purtroppo i miei vestiti giacciono a terra nell’altra stanza e lui s’interpone tra me e loro.
I suoi occhi verdi guizzano lungo la linea dei miei addominali ma è troppo indignato per fermarsi ad ammirare le mie grazie. Furente mi getta il cellulare, che afferro al volo con un sospiro.
- Ho letto il messaggio- scandisce le parole ed io mi perdo osservando quelle labbra sottili che meno di mezz’ora fa facevano cose che non oserebbe riferire a voce alta.
- Touché- rispondo sorridendo.
Bacio quelle labbra strette in un ghigno sprezzante e lo sposto di peso contro la parete di maioliche azzurrine.
- Non tenere il broncio, Subaru-kun! Tornerò ancora a trovarti-
È così furioso con me che resta impotente a fissarmi mentre mi rivesto con voluta lentezza. Infilo le sigarette nel taschino interno della giacca, il portafoglio in quella posteriore dei pantaloni, infine controllo nello specchio dell’armadio che il nodo della cravatta non penda troppo a destra. Mi avviò verso l’ingresso e indosso le scarpe, mi aspetto che almeno ora venga a pregarmi di restare, ma stanotte il mio coniglietto spaventato vuole fare l’orgoglioso e resta immobile sulla soglia del bagno. Posso sentire i suoi sospiri affannati, percepisco la rabbia e l’umiliazione, il desiderio di tenermi testa e, al contempo, la consapevolezza di non esserne capace. Annoto mentalmente di essere più carino con lui la prossima volta che verrò a fargli visita.
Fuori fa freddo, mi stringo nel cappotto e camminò affondando nella neve fino a raggiungere la macchina, parcheggiata nel vicolo che fa angolo con il palazzo grigio. La luce dell’appartamento di Subaru si è accesa, mi sta osservando, sventolo la mano per salutare inconsapevolmente, mi rendo conto solo in un secondo momento che sono troppo in basso perché il mio gesto sia visibile dal quindicesimo piano. Nell’aria c’è nuova neve, il cielo notturno è plumbeo, così rompo gli indugi e salgo in macchina.
A casa m’attende un altro bambino imbronciato.
Questa fanfiction è stata scritta per il S.Valentine's Meme indetto da michiru_kaiou7, prompt Extra (xmelchanx) 06. Goodbye, my almost lover/Goodbye, my hopeless dream