
Chi è che diceva che l’amore non è mai abbastanza?
Qualcuno molto saggio, immagino, perché a ben vedere l’amore o è troppo o
troppo poco.
Era troppo l’amore del Sumeragi per il Sakurazukamori e troppo poco quello di
quest’ultimo perché lo sciamano potesse riuscire a farsene una ragione. Cosa è
restato del loro amore? Solo il sangue secco delle sue vene e Sakurazukamori sarà pur morto lieto di aver realizzato il suo egoismo, ma il
Sumeragi che dovrebbe farsene di quel sangue ormai secco o di quell’occhio che
cancella l’affronto subito da Seishiro? A lui non è restato nulla in mano,
allora l’amore è solo un grande bluff, il manto dorato con cui avvolgere tutti
gli egoismi dell’umanità?
Era troppa la devozione del giovane Saiki per la veggente bambina e troppo
poco l’amore per la sua stessa vita: l’ha gettata via come se fosse stata una
foglia secca in balia del vento, senza mai domandarsi se l’oggetto del suo
amore ricambiasse o meno quel sentimento. Forse Hinoto avrebbe preferito che
lui vivesse e che restasse al suo fianco, piuttosto che fregiarsi del titolo
di “oggetto” per cui sacrificarsi.
Si pensa troppo poco ai desideri degli altri e troppo, Kamui, ma proprio
troppo, ai propri meschini desideri.
“Morirò per difendere il mio amore” grida l’eroe alla sua amata, ma non uccide
anche l’amore colui che uccide se stesso per amore?
Era troppo l’amore di un padre disperato che aveva perduto la sua bambina e
troppo scarsa la pietà per la creatura senz’anima che aveva creato. Pur di
aver indietro la sua bambina, quel padre modello si è tolto la vita, privando
così colei che voleva rivedere del suo abbraccio caloroso, ma regalandone
membra ed organi, privandola dei sentimenti, ma non dei ricordi,
costringendola in un corpo di uomo con la mente di una trenne.
Vedi il paradosso? Facciamo tutto per amore e ci scordiamo dell’amore. Era
amore quello che spinse un uomo a sovvertire le leggi del Cielo e a sfidare la
morte, giocando con la vita? Un padre può volere per la propria creatura
un’esistenza da non-vivente? È troppo amore o troppo egoismo quello con cui
tutti si riempiono la bocca?
Era troppo a senso unico l’amore del giovane monaco di Koya per poter
contemplare anche i sentimenti della sua amata. Le ha chiesto se era d’accordo
ad avere uno scudo umano pronto a morire per lei? Le ha chiesto se voleva
essere protetta? Che altro poteva fare la sacerdotessa di Ise, dopo? Poteva
solo cercare di meritarsi tanto amore, sacrificando se stessa, la sua
verginità e dunque il suo potere, pur di essere degna di essere amata, nel
tentativo di meritare il sacrificio, di essere all’altezza del suo ruolo di
“donna per cui morire”.
È amore, Kamui, quello che spinge un uomo a farsi ammazzare e una donna a
perder se stessa? È amore o è follia?
Vuoi che dica come stanno le cose tra di noi?
Ci sono troppi vuoti, Kamui, troppi morti, troppe vite spezzate e troppe voci
assenti tra di noi, che ci dividono come un muro, come la barriera che non sai
erigere. Non mi dire che non te ne accorgi da te!
“Voglio che Fuma torni indietro” hai detto, pieno dei migliori sentimenti nei
miei confronti, ma ti sei fermato a chiederti cosa voglio io?
Hai pensato troppo a te, agli altri, alle sorti del mondo e mai a me…
Kamui, troppo amore uccide l’amore, questo è il paradosso che governa le vite
di tutti gli uomini. Questo è il grande inganno, la perfetta follia del genere
umano, lo hanno chiamato amore, ma era solo egoismo, l’assoluta supremazia
dell’io sul noi…
Nessuna di queste coppie sarà o è mai stata noi. Non era importante, per loro
contava solo dimostrare fino a che punto si sarebbero spinti per dimostrare
all’altro quanto amore provavano. “Noi” è la chimera che l’uomo insegue senza
desiderare realmente di afferrarla. Così tu: desideri me ma non mi vuoi, non
vuoi che io torni come ero prima, perché ci sono troppe cose che andrebbero
spiegate, poi, e tutti quei vuoti, i morti, le vite spezzate e le voci
assenti… non sapremmo come sopravvivere ad essi.
Se allunghi una mano puoi riavere indietro il mio cuore, ti resterà pulsante
tra le mani, sarà tuo, ma poi cosa ci farai quando capirai che è solo un
cuore, solo un muscolo?
Amore, che bella parola hanno inventato per ingannarvi tutti… se tu potessi
vedere il mondo come lo vedo io, libero dalle catene del cuore e dei
sentimenti umani, allora capiresti cosa è importante, cosa è davvero
importante per te. Io ho questo vantaggio su di te e aspetterò il momento
giusto per usarlo. Ti aspetterò, Kamui, aspetterò che tu decida di esaudire
davvero il tuo desiderio, fino ad allora aspetterò.
See you next prompt...
Note Autrice:
Solo il sangue secco delle sue vene: citazione da
“La ballata dell’amore cieco (o della vanità)” di F. De Andrè
Consuelo: è il nome del leopardo che Fuma e Kamui tengono in
casa, anche se Fuma continua semplicemente a chiamarlo “gatto”. L’idea mi è
venuta da una famosa immagine, che sta pure nell’ArtBook, che ritrae Fuma in
smoking con due leopardi a fianco. Molto kawai!
Pulcino: il soprannome che Fuma dà a Kamui, per via di certi
dolcetti a forma di pulcino che stava mangiando sulla terrazza della Tokyo
Tower quando Kamui gli chiese di andare a vivere insieme. Non vi ricordate in
che punto del manga succede? Certo che no, succede solo nella Saga! ^^
Questo capitolo è stato usato per il prompt 033. Troppo della mia Big Damn Table