
Niisan,
cos’è un vampiro?- chiese il piccolo Fuma interrompendo il fratello, che stava
leggendo un libro di miti per lui e la mamma, seduto sul comodo divano della
loro vecchia casa.
Seishiro alzò il viso dal pesante volume e sorrise al fratellino che lo
fissava perplesso, la testa corvina piegata di lato.
- I vampiri sono creature che vivono moltissimi anni, non invecchiano, hanno
una forza incredibile e si nutrono di sangue-
- Sangue, niisan?-
- Seishiro-kun, non raccontare cose paurose a Fu-chan!- lo rimproverò Setsuka
interrompendo solo per un attimo la potatura di un dei suoi amati bonsai.
- Io non ho paura- protestò il piccolo, ma a dispetto delle parole si fece più
vicino al fratello e gettò uno sguardo sulla pagina miniata: un essere con
denti aguzzi, occhi gialli e lunghi artigli lo fissò facendolo sobbalzare.
Seishiro camuffò con uno sbadiglio una risatina saccente e abbracciò più forte
il bambino.
- Quando ne catturerò uno, ti dimostrerò che non devi avere paura, Fu-chan!-
- Il problema è che sei stato tu ad esser stato catturato, niisan!-
pensa tra sé e sé il minore dei Sakurazuka, seduto davanti al bancone della
cucina di quella casetta malandata che adesso ospita i due cacciatori e i
gemelli vampiri, mentre osserva il fratello che vezzeggia Subaru-kun
offrendogli i biscotti appena sfornati.
– Sono pronti! – annuncia Seishiro – E, siccome ho usato la mia riserva
personale di cioccolato, solo solo per Subaru-kun!
– Sei un mostro, niisan!- e la frase non può essere più vera che mai, perché
adesso Seishiro è un vampiro e lui non ha affatto paura, l’ennesima riprova
che il fratellone mantiene sempre le promesse. Anzi, si dice sorridendo, i
vampiri sono davvero creature carine, basta guardare il modo buffo in cui
Kamui dà il primo morso al biscotto di cioccolato.
Certo non si sarebbe mai aspettato di finire in un mondo sperduto a mangiar
biscotti assieme a tre vampiri, anche se il motivo del suo viaggiare è
conoscere persone e luoghi nuovi. Rimane sempre stupito della apparente
normalità dei vampiri: dove sono i denti aguzzi, gli occhi gialli e i lunghi
artigli? Perfino Kamui, che è tutto tranne che domestico, non è altro che un
ragazzino come tanti, benché sia molto più vecchio di lui.
- A quanto pare non solo l’unico che si è attardato sotto la pioggia- disse il
Cacciatore arrivando alle spalle di Kamui. Che era un vampiro glielo avevano
detto la Strega delle Dimensioni, che era il gemello del vampiro inseguito da
Seishiro lo avrebbe scoperto a breve.
Kamui si voltò di scattò, alzandosi in piedi pronto a dar lotta: era piccolo
di statura, ma non per questo intendeva farsi indietro, il suo sguardo
trasudava alterigia.
- Non c’è bisogno di fare quella faccia, dai - gli disse con un sorriso
conciliante.
Kamui indietreggiò, pronto ad andarsene se non fosse stato per la pioggia
acida che tratteneva entrambi sotto le rovine di quella città fantasma.
- Il primo vampiro incontrato da vicino non è altro che un gattino
arrabbiato e un divoratore di dolci- deve ammettere con falso disappunto
Fuma mentre assiste divertito alle lagne del fratello, i cui biscotti sono
stati già clamorosamente dimezzati dagli ospiti.
Seishiro guarda Subaru con aria affranta, e per una volta tanto non sta
recitando – Ma perché non sei figlio unico, Subaru-kun?-
- Vale anche il contrario, sai?- sbotta Kamui arraffando un terzo biscotto –
Fuma, perché non sei figlio unico?-