tre foglie nel vento ~ capitolo ii

 

Anno 1687, febbraio

Edo, palazzo di Chiyoda

Ora della Scimmia

 

Un servo s’inchinò dietro gli shoji e annunciò l'arrivo dell'atteso ospite. Masanori congedò il suo segretario, fece portar via il tavolino per la scrittura e, dopo aver meticolosamente pulito le mani dall'inchiostro, lasciò che il nuovo arrivato fosse introdotto nelle sue stanze. Le porte scorsero di lato e un adolescente, ancora gli abiti da viaggio indosso, si prostrò con la dovuta referenza.

“Sato-sensei, il mio nome è Ito Sojiro, sono il secondogenito di Ito Sozaburo. E' un grande onore per me entrare a vostro servizio”

“Come sta il vecchio maestro?” chiese Masanori, mentre due domestici preparavano il necessario per il tè.

“E' infermo a letto da prima che iniziasse la stagione fredda e i dottori non credono che vedrà di nuovo i ciliegi fiorire”

Sato si rattristò a quella notizia, ma non volle aggiungere altro: aveva dei ricordi piacevoli del periodo d’alunnato presso Oda-sensei, quando questi era ancora nel pieno del vigore della maturità. “Gli anni passano in fretta” si limitò a dire con un sospiro.

Il sole tramontava oltre i tetti delle case di Edo e le lampade di carta di riso furono accese.

“Quanti anni hai, Sojiro-kun?”

“Quindici tra un paio di mesi” sorrise il ragazzo, immaginando già l'obbiezione che l'uomo avrebbe sollevato. Sojiro sembrava molto più giovane rispetto ai ragazzi della sua età: non era alto ed aveva un fisico asciutto, i capelli, nerissimi e lucenti, erano legati ancora come quelli di un giovanotto e il viso mostrava tratti infantili: guance rosa e morbide, pelle liscia, una bocca piccola e un modo un po' ingenuo di guardare il mondo con quegli occhi nocciola allungati.

“Avrei detto tredici!” scherzò Masanori.

“So di non essere alto, ma quel che non ho in possanza fisica, lo compenso in agilità e velocità”

“Il nostro comune maestro mi ha scritto una lunga lettera entusiasta su di te. Il resto me lo dimostrerai con il tempo”

“Sì, sensei!”

“Ci sono poche e semplici regole da rispettare qui a Palazzo: in realtà l'etichetta è assai complessa e io stesso faccio fatica a seguirla alla lettera, ma finché non farai il passaggio all'età adulta, i tuoi compiti si limiteranno ad osservare e assimilare. Più tardi Matsumoto-san, il mio segretario, t'illustrerà quello che c'è da sapere. Per ora sappi che sono solito svegliarmi all'ora del Coniglio, fare una colazione veloce, poi dedico la mattina agli allenamenti con la spada, una seconda colazione e poi passo in rassegna le truppe al mio comando, infine vengo qui per esaminare i resoconti e gli altri documenti, finché c'è abbastanza luce per continuare. La sera mi ritiro nelle stanze di mia moglie, sempre che non debba partecipare a qualche festa o ricevimento. A te chiedo d’essere la mia ombra silenziosa”

“Non vi sarò d’alcun disturbo, sensei”

Masanori sorrise, era certo che Oda-san non gli avesse mandato un piantagrane o un incapace, perciò non prevedeva di doversi pentire della scelta fatta; in più, ma questo Oda-san lo aveva omesso nelle sue lettere, il ragazzino era assolutamente adorabile con quell'aria un po' spaesata che hanno i cuccioli fuori dal loro territorio. Pensò che sarebbe stato un inverno divertente: c'era una parte dell'educazione di un samurai che si prestava per esser messa in pratica nella stagione invernale, quando si stava molto in casa, spesso sotto le coperte, ma non si soffermò su quei pensieri lascivi: c'era tempo per insegnare a Sojiro la "via del giovane".

 

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Questo capitolo partecipa al set 1 per la 24ore con il prompt 16:00 Partecipare alla tua vita.