
Lo sguardo di Toshiro cambiò di colpo dopo che ebbe finito di raccontare a me e a Shuko cosa fosse il vaso di Pandora, come fosse stato coinvolto in quella storia, come e perché si fosse allontanato da suo padre e tutto quello che ne era seguito. Aveva preso coscienza di sé. Per la prima volta, si chiese cosa pensava realmente suo padre di lui e capì che tutto quel fuggire ed evitare di confrontarsi con gli altri non era servito che a peggiorare la sua situazione. I silenzi, i dubbi, i rancori dell’infanzia e dell’adolescenza si erano annodati tra loro, stringendosi sempre più fitti ogni volta che provava a tirarne via uno. Si era così convinto di essere una persona inutile ed incapace agli occhi di suo padre, ma in quel momento, non so se per merito delle mie parole, il nodo si sciolse e la matassa cominciò a dipanarsi da sola. C’era molto da fare e da rimediare, ma Toshiro non era più spaventato e non voleva più fuggire.
Uso di citazioni da Combination, volume 5, edizioni Planet Manga, giugno 2002. Gli eventuali errori verranno corretti quanto prima.
Questo racconto partecipa al mio set Cuccioli per la mezza_tabella con il prompt 38. Nodo