
- Sai mi sembri un po’ fuori forma, ma non preoccuparti. Che ti piaccia o no, stando qui la tua vita diventerà certamente più salutare-
Avrei dovuto sospettare subito che le parole di Owaru nascondevano una fregatura.
Da bambino non sono mai stato fan dei giochi che richiedevano un’attività fisica intensa, d’altra parte nella mia infanzia non c’erano molti bambini con cui poter giocare a nascondino.
Lì per lì non capì.
Il primo giorno mi diedero una mappa da studiare e dieci minuti di vantaggio su una dozzina di veterani ed esperti soldati, il premio in palio: un tè in compagnia della signorina Shuko.
“La caccia al coniglio”, come l’ha chiamata quel maledetto, altro non è che un modo di divertirsi alle mie spalle e farmi fare una faticaccia ogni giorno. Come se non bastasse, quel fissato tiene il tempo e controlla i miei miglioramenti!
Owaru ha dei metodi un po’ spartani per raggiungere i risultati voluti; avrebbe potuto dirmi “mettiti in forma, la palestra è per di là”, invece mi costringe a scappare per un dedalo di sentieri e folta vegetazione lungo tutto il perimetro dell’isola. Deve aver intuito che mi è sempre riuscito benissimo di nascondermi e che scappare è il mio forte. Mi sono nascosto per mesi prima di incontrare Hashiba: scappavo da mio padre, dalla tragedia del laboratorio, dalla morte del dottore Kayama e da me stesso, dalle mie responsabilità. Per questo credo che ora far la parte del coniglio mi venga congeniale. Ad ogni modo sempre meglio coniglio che occhi da cerbiatto, no?
Uso di citazioni da Combination, volume 5, edizioni Planet Manga, giugno 2002. Gli eventuali errori verranno corretti quanto prima.
Questo racconto partecipa al mio set Cuccioli per la mezza_tabella con il prompt 36. Nascosto