
Una bambola giapponese che cammina.
Dopo aver conosciuto il signor Tsuzuku, che vive con un uomo e scrive romanzi rosa, e Owaru, che possiede un’isola privata e nella vita gioca alla guerra con il suo esercito personale, non avrei dovuto sorprendermi nel constatare che la minore degli Imonoyama fosse la versione vivente della bambole hina!
Bella è dir poco. Shuko Imonoyama incarna l’ideale della donna giapponese del passato: lunghi capelli scuri e lucenti, uno sguardo ammaliante, una voce da usignolo, un portamento da principessa e dei modi da una perfetta padrona di casa, amorevole e sempre discreta. Inoltre all’apparenza è una ragazza dolcissima, ma dietro al quel viso d’angelo e ai suoi modi pacati, si nasconde una donna autorevole e perfettamente coscia della posizione che ricopre.
Uno degli uomini che lavora sull’isola mi disse, appena arrivato, che Shuko costituiva una specie di garanzia per evitare che Owaru si lasciasse prendere la mano dalla guerra, poiché la sua presenza sull’isola lo avrebbe costretto ad usare maggior prudenza. Mi dispiacque per lui che veniva manipolato dal fratello a quel modo, ma oggettivamente la presenza di Shuko ha allietato la mia permanenza sull’isola, altrimenti abitata da soli uomini dediti a degli hobbies tutt’altro che riposanti!
Uso di citazioni da Combination, volume 5, edizioni Planet Manga, giugno 2002. Gli eventuali errori verranno corretti quanto prima.
Questo racconto partecipa al mio set Cuccioli per la mezza_tabella con il prompt 15. Bambola